Chi Siamo

Chi Siamo

Le prime riunioni di alcuni volontari risalgono al 1990, sulla spinta emotiva di alcuni giovanissimi amici di Omegna colpiti dalla leucemia.
Le prime tipizzazioni venivano fatte a Vercelli ma visto il numero crescente di donatori del nostro territorio e le pressioni dell'associazione all'ASL per offrire un servizio adeguato, a partire dal 1995, è stato attivato al Centro Trasfusionale dell'Ospedale Castelli di Verbania, un piano di studi per ricercare la compatibilità tessutale tra donatore di midollo osseo e il ricevente, al fine di inserire i risultati delle tipizzazioni dei donatori in una banca dati nazionale (IBMDR).
Nel 1990 nasceva l'ADMO e nel 1993 ci siamo costituiti come sezione dell'ADMO regionale, sia per avere i necessari supporti tecnici organizzativi che per le corrette informazioni medico scientifiche, di cui allora eravamo sprovvisti.
Eravamo nella preistoria della tipizzazione, basti pensare che nel 1990 nel registro italiano erano iscritti 4500 donatori. Oggi solo nella nostra provincia i donatori iscritti a disposizione dei pazienti sono circa 4500 e 47 sono le persone che hanno donato davvero le proprie cellule staminali.

L'Associazione Donatori Midollo Osseo (ADMO) ha come finalità principale quella di informare in modo corretto ed esaustivo la popolazione italiana sulla possibilità di poter combattere la leucemia e le altre malattie del sangue mediante la donazione di cellule staminali direttamente dal midollo osseo o da sangue periferico. Tutte le nostre attività, quindi, sono rivolte alle persone in buona salute che hanno un'età compresa tra i 18 e i 35 anni e che si rendono disponibili per chi ha necessità di trovare una persona compatibile soprattutto quando rappresenta l'unica via di guarigione.
Infatti, se la possibilità do trovare un donatore in ambito famigliare è di 1 a 4, tra non consanguinei il rapporto è di 1 a 100.000; è evidente che più è alto il numero di potenziali donatori maggiormente diventa possibile donare una speranza di vita agli ammalati di leucemia o di altre malattie del sangue.
Attualmente gli iscritti al registro nazionale è di circa 350.000 ma si calcola che, in relazione all'invecchiamento dei donatori (dopo i 55 anni non è più possibile effettuare la donazione di midollo osseo) sia necessario trovare almeno mille nuovi donatori all'anno. Questa è la nostra sfida.

In particolare ci rivolgiamo ai giovani che frequentano le scuole superiori: tutti gli anni promuoviamo, in collaborazione con l'ASL, l'AVIS e l'AIDO, incontri con gli alunni delle classi quarte e quinte superiori della provincia, coinvolgendo circa 800/1000 ragazzi che potrebbero diventare donatori sia di midollo che di sangue che di organi.
Il progetto regionale, denominato "Porgi una mano" a cui abbiamo aderito in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera e AVIS, ha condotto una campagna pluriennale di sensibilizzazione alla donazione e, quindi, alla solidarietà. Siamo presenti in numerose manifestazioni sportive con il nostro stand per distribuire volantini e dare le informazioni più precise sulla donazione senza dimenticare che in molte occasioni per reclutare direttamente i nuovi donatori. Quando possibile organizziamo specifiche serate informative nei diversi comuni della provincia.
I rapporti con le altre associazioni sono altrettanto importanti; oltre a quelle già segnalate con le sezioni l'AVIS, in ambito provinciale esiste anche un'altra associazione con la quale collaboriamo e che condivide i nostri obiettivi, l'associazione «"DOMO": Donatori Ossolani Midollo Osseo».
Le nostre prospettive sono quelle di migliorare sempre più la nostra capacità di informare e sensibilizzare l'opinione pubblica. Diventare donatori "potenziali" è un atto di amore e di solidarietà con un piccolo sforzo: per entrare a far parte del registro nazionale è sufficiente un semplice prelievo di sangue o un semplice tampone salivare. Le tipizzazioni eseguite su questi materiali vengono inseriti in una banca dati dell'IBMDR e il gioco è fatto! si rimarrà poi in attesa che qualche ammalato, spesso un bambino, abbia bisogno delle nostre cellule staminali; a quel punto sapremo di poter essere l'unica persona in grado di donare una reale speranza di vita.
Ci piacerebbe costruire nel prossimo futuro delle collaborazioni anche in territori limitrofi al nostro, dove non esistono associazioni che promuovono in modo continuativo la donazione del midollo, per poter raggiungere il maggior numero di persone con questo messaggio di grande generosità.